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Missionari Clarettiani

1. Le origini.

Con le parole “Oggi comincia una grande opera” pronunciate da mosén Claret riunito insieme con cinque giovani sacerdoti, in una piccola stanza del seminario di Vic il 16 luglio 1849, comincia la vita della Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria.

Lainiziativa del Claret non era affatto improvvisata. Egli aveva per lungo tempo pensato l’opportunità, in primo luogo, di preparare sacerdoti per la predicazione del Vangelo e poi di riunirsi con quelli che si sentissero animati “dal suo stesso spirito” per fare insieme con loro ciò che non gli sarebbe stato possibile fare da solo. La sua esperienza di missionario itinerante per le contrade della Catalogna e delle Canarie lo aveva portato al convincimento che il popolo aveva necessità di essere evangelizzato e che mancavano per tale missione sacerdoti preparati e zelanti. L’idea, tuttavia, come lo stesso Claret riconobbe non fu propriamente sua, ma si trattò di una vera ispirazione divina grazie alla quale egli avviò un’impresa rischiosa e fragile. “E quale potrebbe essere la sua importanza se noi siamo tanto giovani e così poco numerosi?”, esclamò uno dei sacerdoti riuniti nel seminario di Vic, don Manuele Vilarò.

A questo punto la direzione è assunta da un altro dei cofondatori, Giuseppe Xifré. L’Arcivescovo, chiamato nel 1857 a Madrid per essere confessore della regina Isabella II, cercò di stare molto vicino al Superiore Generale e a tutti i missionari: partecipò ai Capitoli Generali, redasse le Costituzioni che la Santa Sede approvò l’11 febbraio 1870, pochi mesi prima della sua morte, dette orientamenti e collaborò economicamente alle sue necessità. Per la Congregazione e per ordine del Superiore Generale, nel 1862 scrisse l’Autobiografia.

Asume la dirección, en este momento, otro de los cofundadores, José Xifré. El Arzobispo Claret, llamado a Madrid en 1857 para ser Confesor de la Reina Isabel II, procuró estar muy cercano al nuevo Superior General y de todos los misioneros: participó en los Capítulos Generales, redactó las Constituciones que la Santa Sede aprobó el 11 de febrero de 1870, pocos meses antes de su muerte, dio orientaciones y colaboró económicamente en sus necesidades. Para la Congregación, y por orden del Superior General, escribió su Autobiografía en 1862.

Una nuova grave prova si abbatté sulla Congregazione. Con la rivoluzione del 1868, la Congregazione fu soppressa civilmente, un buon numero di missionari fu costretto a riparare in Francia e l’Arcivescovo Claret dové partire per l’esilio dove morì santamente nel 1870. E’ questo il tempo del primo martire, p. Francesco Crusats. Di là da questo, il Fondatore poté vedere con grande soddisfazione l’espansione della Congregazione con la fondazione di nuove case in Spagna, per giungere fino ad Argel e in Cile.

2. Espansione della Congregazione

Il generalato del P. Giuseppe Xifré durò più di 41 anni, dal 1858 al 1899. Quando il suo mandato cominciò, la Congregazione aveva una sola casa e contava 16 persone. Alla sua morte, l’Istituto contava 61 case e circa 1300 missionari.

Ristabilitasi in Spagna la monarchia nel 1875, la Congregazione recuperò le case che aveva perduto a causa della rivoluzione e cominciò un’epoca di espansione, non solo in Spagna, ma anche in Africa e in America.

Meiritano di essere sottolineate la missione di Cuba (1880), della Guinea Equatoriale (1883) del Messico (1884). I missionari svilupparono uno straordinario lavoro apostolico, culturale e sociale, in molti casi con grandi sacrifici, ivi incluso la vita di tanti di loro. Basti dire, ad esempio, che degli 11 missionari che formarono la prima spedizione a Cuba, eccetto due morirono tutti poco settimane dopo essere giunti nell’isola.

La crescita del numero richiedeva che si stabilissero centri di formazione e con l’espansione fu necessaria la riorganizzazione giuridica in Province che permettesse un buon governo.

3. La prima metà del secolo XX

Il processo di consolidamento e di espansione fu costante. La Congregazione si faceva presente in diverse nazioni d’Europa, d’America e perfino in Cina, sviluppando il suo ministero di predicazione del Vangelo, tanto nelle sue forme tradizionali (missioni popolari ed esercizi spirituali) come in altre forme, nuove per la Congregazione (insegnamento e parrocchie). Furono fondate delle riviste, aperte delle case editrici, il tutto sempre in consonanza con l’ispirazione clarettiana dell’apostolato della penna.

Non mancarono in questi anni, tuttavia, momenti di prova e di sofferenza: durante la rivoluzione messicana (1927), morì il martire P. Andrea Solà e nella guerra di Spagna del 1936 meritarono la palma del martirio 271 missionari - padri, fratelli, studenti – fra i quali i 51 Beati Martiri di Barbastro. Nel 1949 tutti i missionari clarettiani furono espulsi dalla Cina.

4. A partire dal primo centenario

Nel 1949 fu celebrato il primi centenario della Congregazione che contava già 2638 professi e 160 novizi. La Congregazione si era internazionalizzata: era presente in 25 nazioni e il Superiore Generale, eletto in questo stesso anno, era un tedesco: P. Pietro Schweiger.

La canonizzazione del Fondatore Antonio Maria Claret, il 7 maggio 1950, segnò un fatto congregazionale storico. Non si trattava solo del riconoscimento della santità di un uomo, ma soprattutto un riconoscimento ecclesiale della sua opera.

Grande importanze ebbe la celebrazione del Concilio Vaticano II, che richiese un rinnovamento anche della Congregazione, l’approfondimento della specifica identità clarettiana all’interno della Chiesa e di un nuovo impulso missionario. Questo processo di rinnovamento si è continuato ed affermato negli anni successivi in concomitanza con l’ulteriore crescita della Congregazione in Africa, in Asia e nei Paesi dell’Est europeo. Non solo sono state aperte nuove posizioni in nuovi Paesi, ma anche nuovi fronti di attività pastorale: centri biblici, missioni popolari rinnovate, servizio specifico ai consacrati, impegno a favore della pace, la giustizia e la salvaguardia del creato, presenza tra i poveri, gli emarginati e gli emigranti, promozione di mezzi di comunicazione sociale e del dialogo interreligioso, fondamentalmente.

Nel 1999 si è celebrato il 150 anno della vita della Congregazione dei Missionari Clarettiani. Garanzia di fedeltà alla missione ricevuta oltre che motivo di sofferenza e di gloria sono stati il martirio del nostro fratello filippino P. Rohel Gallardo, accaduto nel maggio del 2000, le persecuzioni, i sequestri e ogni altro tipo di violenza in questi anni sofferta in diverse parti del mondo.

Al 351 settembre 2013, la Congregazione conta 19 vescovi, 2155 sacerdoti, 2 diaconi permanenti, 164 fratelli laici, 576 studenti professi e 117 novizi, divisi in 64 Paesi e in 487 comunità.

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